POLVERI SOTTILI 2

POLVERI SOTTILI 2

 

Le particelle ultrasottili, inferiori a 10 micrometri, sono state classificate come dannose per la funzione polmonare, e quelle di grandezza inferiore a 2,5 micrometri possono addirittura provocare effetti patologici sistemici come tumori o patologie cardiocircolatorie.

Le stampanti laser emettono composti organici volatili, polveri sottili (sottilissime!) e ozono. Le polveri provengono sia dalla carta che dai toner, le cui analisi chimiche hanno rivelato la presenza di elementi come carbonio, ferro, rame, titanio, zinco, cobalto, nichel, cromo, stronzio, zinco, zirconio, cadmio, stagno, tellurio, tungsteno, tantalio e piombo. Questa polvere costituita da particelle polimeriche è respirabile e penetra fin negli alveoli polmonari, arrivando poi a raggiungere tutti gli organi ed accumulandosi nel tempo può causare gravi patologie. Possiamo trovarle nel nostro organismo già dopo un minuto in cui veniamo a contatto di questi ambienti per cui è possibile avvertire mal di testa, pizzicore in gola, nausea, senso di stanchezza, bruciore agli occhi, irritazione cutanea… la cattiva notizia è che questo accade anche a macchina spenta, dato che le micro-particelle sono volatili e si muovono costantemente nell’aria.

Nell’ultimo periodo sono stati individuati altri 3 materiali cancerogeni provenienti dalle macchine di stampa: il benzene è un contaminante ambientale che ad alta concentrazione può provocare sonnolenza, vertigini, tachicardia, mal di testa, tremori, stato confusionale fino alla perdita di coscienza. La formaldeide è uno tra i più diffusi inquinanti di interni, con esito potenzialmente letale. A tal proposito l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) sin dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. Lo stirene è stato riconosciuto da giugno come elemento ufficialmente cancerogeno. La quantità di particelle ultrafini dipende anche dalla quantità di carta stampata: i risultati dell’Università RWTH di Aquisgrana evidenziano che il riscaldamento del toner provoca l’evaporazione di alcuni componenti del materiale, i quali si condensano in particelle aerosol. Quindi possono derivare dalla fusione del toner, ma anche dal riscaldamento della carta.

 

La soluzione è proiettata nel futuro e si chiama tecnologia Inkjet: stampanti senza toner, con tecnologia  a freddo, rispettose dell’ambiente e senza emissione di polveri sottili, inoltre più economiche, che non guasta.