Si, avete letto bene, una domanda forse troppo diretta, ma importante per far riflettere su un argomento fin troppo spesso sottovalutato, anzi a dir la verità, un argomento che viene del tutto ignorato!

Avete la minima idea di quante polveri sottili circolano in un ufficio grazie alle stampanti laser, fotocopiatrici e fax? E sapete che fine fanno queste polveri?

Non c’è problema, ci siamo noi a schiarirvi le idee.

Il 70% dei lavoratori dipendenti italiani è potenzialmente colpito!!!

I dipendenti che lavorano negli uffici italiani respirano quotidianamente grandi quantità di polveri sottili emesse dalle stampanti laser, fax e dalle fotocopiatrici, mettendo così, a lungo andare, in pericolo la loro salute. Recenti ricerche non escludono più un rischio per la salute dovuto alle emissioni di polveri sottili di queste macchine, il numero delle stampanti laser usate sul posto di lavoro è tuttavia in costante aumento. Nel frattempo, più del 70 % dei dipendenti italiani utilizza una stampante laser e circa l’82% siede a tre metri o meno dall’apparecchio. Quello che molti non sanno è che durante ogni processo di stampa, tali apparecchi liberano particelle di polvere invisibili a occhio nudo che possono raggiungere i polmoni ed entrare persino nella circolazione sanguigna. Alcuni modelli emettono una tale quantità di sostanze nocive da rendere l’inquinamento da polveri sottili in ufficio paragonabile a quello di una strada a traffico intenso.

Le ripercussioni sulla salute dovute alle emissioni di queste polveri sottili dipendono dalla grandezza delle particelle. Quelle più grosse, derivanti dalle auto, si depositano più difficilmente nell’organismo rispetto a quelle molto piccole emesse da stampanti laser, fax e fotocopiatrici,più piccole sono le particelle, più frequentemente si riscontrano danni alla salute che si estendono all’intero organismo. Le particelle ultrasottili fanno parte di polveri sottili estremamente cancerogene e sono quindi particolarmente dannose; secondo gli studi, le particelle a partire da una grandezza media inferiore a 10 micrometri possono peggiorare la funzione polmonare, quelle di grandezza inferiore a 2,5 micrometri possono provocare effetti patologici sistemici come tumori o patologie cardiocircolatorie.

Si, avete letto bene, le polveri di grandezza inferiore a 2,5 micrometri posso provocare patologie come tumori o patologie cardiocircolatorie!

Ovviamente possiamo usare piccoli accorgimenti per limitare il contatto con queste polveri, ma la percentuale è davvero insignificante; scontato forse dire di far arieggiare spesso l’ambiente sia in Estate che in Inverno, tenere la stampante/fax/fotocopiatrice in un ambiente a parte così da non stare a stretto contatto con i dipendenti e di usare precauzioni quando si cambiano i toner o si libera della carta inceppata.

E se invece di intossicarci usassimo un’ alternativa?

Fortunatamente la tecnologia avanza e, il rispetto per l’ambiente e la salute iniziano ad avere la giusta importanza nella vita lavorativa quotidiana.

Ecco perché sono nate le stampanti ECOLOGICHE, stampanti che usano la tecnologia INKJET, La traduzione letterale di inkjet è getto di inchiostro, un procedimento di stampa che sfrutta una tecnologia particolare; una volta esistevano solamente le stampanti ad aghi, poi sono state inventate quelle a getto di inchiostro che usano un meccanismo senza contatto.

Questo tipo di stampa imprime l’inchiostro sul foglio senza creare microparticelle che si disperdono in aria, inoltre le cartucce sono in alluminio e vengono svuotate e totalmente, facendole diventare così un rifiuto 100% riciclabile.

Senza dimenticare che con una stampante ecologica si ha un risparmio del -80% sulla bolletta elettrica e -90% di rifiuti tecnologici, i nostri prodotti hanno una maggior durata, non avrete bisogno di cambiare stampanti ogni 3 anni (creando così maggiori rifiuti).

Se ogni azienda in Europa adottasse le stampanti ink-jet per l’ufficio, si potrebbero risparmiare almeno 221,000 tonnellate di rifiuti, inoltre con l’adozione delle ink-jet c’è una riduzione delle emissioni di CO2 che potrebbe essere pari al volume volume assorbito da almeno 26,9 milioni di alberi.

Che dite, iniziamo a pensare al nostro futuro?

#BeSevenBeHappy